Spectral Apartment

apartment spectral (9) architettoBettilon/Dorval-Bory
luogo: Parigi, Francia
dimensione: 20 mq
anno: 2013

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“L’Appartamento Spettrale” è un progetto di ristrutturazione di un piccolo studio parigino di 20 mq, in cui la mancanza di luce naturale ha portato il cliente a chiedere un intervento particolare sul tema della luce artificiale.

“In our project, the first phase consisted of a division of program elements according on their spectral needs: which uses need a good color rendering, which spaces can be content with a very low color rendering?”

Per questo motivo, lo studio francese Bettilon/Dorval-Bory ha scelto di adottare un approccio radicale, studiando le caratteristiche spettrali di due diverse fonti di luce artificiale.

I progettisti hanno utilizzato l’illuminazione spettrale per creare un effetto di luce polarizzata che rende alcune aree calde mentre altre appaiono fredde e questo è combinato con un blocco di colore neutro per creare uno spazio complesso.

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Come l’architetto Philippe Rahm, l’idea è stata quella di esplorare da un punto di vista scientifico le qualità spettrali di queste varie fonti di luce, e di conseguenza creare un’architettura che consideri e utilizzi anche le loro speciali qualità.

Nello specifico è il caso delle  lampade al sodio a bassa pressione (LPS) . Questo sistema è molto popolare a causa della sua grande efficienza (quantità di luce rispetto al consumo di energia elettrica) e per il suo utilizzo nell’illuminazione stradale e la sua caratteristica temperatura di colore arancio. Tuttavia, queste lampade hanno un basso CRI (indice di resa del colore, che dipende precisamente dalla distribuzione spettrale della luce -SPD-), vicino a 0 e questo significa che la luce è monocromatica, in una lunghezza d’onda di 589,3 nm, di conseguenza non può rendere qualsiasi altro colore.

Di notte, quando percorriamo una strada, crediamo di poter discernere il rosso dal blu, ma questo è fisicamente impossibile con la luce LPS. Una foto scattata con una tale luce è monocromatica, per così dire, in bianco e nero. Inoltre, per l’uomo, questa lunghezza d’onda è particolarmente adatta per la visione notturna, poiché le lunghezze d’onda intorno al blu (totalmente assente da LPS) induce una contrazione della pupilla, limitando la quantità di luce percepita dall’occhio. Dopo alcuni secondi di adattamento della retina, il cervello umano riequilibra il colore percepito per produrre uno spettro virtuale, dando l’impressione di una scena il più vicino possibile alla realtà oggettiva. Ora con illuminazione LPS, il cervello non ha un altro colore per produrre lo spettro virtuale, quindi produce letteralmente un’immagine in scala di grigi.

Che cosa fa, cosa diventa uno spazio illuminato solo in bianco e nero? Qual è l’architettura più appropriata, quella che funziona e risponde al meglio a questa particolare luce artificiale?

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Nel progetto, la prima fase consisteva in una divisione in ambiti funzionali in base alle loro esigenze spettrali: quali ambienti e funzioni hanno bisogno di una buona resa dei colori e quali no?

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Questa prima classificazione ha generato una gerarchia di spazi: da una parte la cucina, il salotto, dove è necessario distinguere i colori, d’altra parte il letto e la doccia in cui è sufficiente una luce monocromatica.

Questa bipolarità tra alto e basso CRI diventa l’elemento fondamentale della composizione spaziale.

Quindi: prendendo due sorgenti luminose distinte, un semplice muro alto 2 metri, che divide lo studio in due ambiti spaziali, si è costruito l’ambiente.

Due sorgenti: Su un lato un’illuminazione superiore ai 90 CRI  (tubi fluorescenti 940) con una temperatura di colore neutro (4000K), dall’altro lato una luce calda generata da lampade al sodio a bassa pressione con 0 CRI. Ciascuna delle due sorgenti luminose produce circa 16.000 lumen.

L’analisi accurata della distribuzione della luce nello spazio va a determinare ed evidenziare gli usi degli ambienti.

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Poiché non vi è altra fonte di luce artificiale nello studio, quegli spazi si vanno a configurare come una pianta libera e il fatto che entrambe le fonti possano essere attivate ​​in modo indipendente, compaiono diversi modelli di illuminazione, dando luogo a usi non previsti in particolari aree del appartamento.

L’appartamento è stato progettato secondo un principio di essenzialità e sobrietà, senza colore o dettaglio particolare, annientando qualsiasi espressività architettonica o narrativa, per lasciare solo la logica della composizione generata dalla luce.

GV

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artificial lighting plan

piano di illuminazione artificiale

artificial lighting diagram

diagramma luce artificiale

fluorescent tube diagram

diagramma tubo fluorescente

natural light diagram

diagramma luce naturale

sodium lamps diagram

 diagramma lampada al sodio

 



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