Richard Avedon

“Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi” R. Avedon

R. Avedon – Floating in the air

“I’ve worked out of a series of no’s. No to exquisite light, no to apparent compositions, no to the seduction of poses or narrative. And all these no’s force me to the “yes.” I have a white background. I have the person I’m interested in and the thing that happens between us”           R. Avedon 1994

Avedon è considerato uno dei più grandi fotografi americani: senza il suo lavoro sarebbe impossibile scrivere la storia della fotografia. E’ stato il primo ad infrangere le barriere tra la cosiddetta fotografia impegnata e quella disimpegnata. Dal reportage alla moda, dagli orfani di danang durante la guerra del vietnam, ai suoi celebri ritratti in bianco e nero.
Fotografo e ritrattista, una carriera cominciata nella marina mercantile tra scatti di autopsie e foto d’identità alle collaboration per vogue, life, versace, the new yorker e rolling stone… fino ad un museo negli USA interamente dedicatogli.

La seduta fotografica è vissuta con imbarazzo per quello si è condiviso: è tutto così intenso.
Istantanee scattate per mostrare qualcosa di cui non si era a conoscenza.
Quella che Avedon cerca di fare è in realtà il sentire fisicamente il modo in cui lui o lei si sentono nel preciso momento in cui li sta fotografando così da approfondire il senso di connessione.
Le sue fotografie non vanno al di sotto della “superficie”, sono letture della “superficie”..

..una buona è piena di indizi..

ogni volta che si viene assorbiti dalla bellezza di un volto, dall’eccellenza di una singola caratteristica, Avedon crede di aver perso quello che è davvero lì.. si è sedotti dallo standard di bellezza di qualcun altro o dall’idea di un modello migliore.. e questo per lui non è una cosa giusta. ecco perché egli vive ogni seduta fotografica come un concorso.

Sin da subito evidente, anche ai più prudenti critici, che si tratti di uomo con un’opera ed un progetto non scindibili dalla storia dell’arte.
Ispirato da Martin Munkacsi, Avedon aveva scoperto un nuovo modo per dare espressività alle modelle che nelle sue fotografie non apparivano più come “appendiabiti” ma come persone reali, dei personaggi, aveva trasformato la monotona foto di moda in qualcosa di vivo e reale, portando le modelle fuori dagli studi fotografici e scattando in strada con pose non convenzionali e innovative.

Anche nel ritratto, a cui l’autore si è dedicato contemporaneamente alle foto di moda, lo stile di Avedon si è imposto per la sua intensità, emotivamente denso e permeato di atmosfere cupe. 
Ritratti di uomini di stato, artisti, attori ed attrici laddove comunemente ci si aspetterebbe un’immagine fissa, rigida di una persona, la sua fotografia scardina l’icona della foto da cartolina. Che si tratti di star del cinema come Humphrey Bogart, Brigitte Bardot o Charles Chaplin, o personalità del calibro di Dwight D. Eisenhower, Edward Kennedy, The Beatles, ogni ritratto si imprime nella memoria in modo indelebile e ci restituisce di ognuno, l’idea e l’immagine del personaggio pubblico e privato.

GV

Dovima with Elephants,1955

 “Alla macchina fotografica offriva più di qualsiasi altra attrice… o donna… che io abbia mai inquadrato: era infinitamente più paziente, più esigente con se stessa e più a suo agio di fronte all’obiettivo che non quando ne era lontana.”

Omaggio a Munkacsi, Place Francois-Premier, Parigi, Agosto 1957

Dovima

Twiggy, 1968

 Rudolf Nureyev, Parigi, 1961

Tilda Swinton, Londra, 1993



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