Un punto di vista dall’alto.. iperrealista!

Sono colpevoli, compulsive, complesse quasi inconsolabili. Sono le donne di Lee Price!

Così disperatamente sensuali e delicate, vengono ritratte nel momento più intimo della loro giornata: quando l’impulso prevale e si perde completamente il controllo. Il soggetto è la donna, la figura femminile attorniata da quello che mangia.
Il cibo, protagonista e margine al tempo stesso.

L’osservatore, spettatore curioso quasi casuale, spia da un foro nel muro (o del pavimento?) l’abbandono ai disperati piaceri del cibo. La location, domestica e intima, pacifica così in contrasto con la brama delle azioni riportate.

Lee Price esplora, su tela, il concetto di “distrazione: con quali mezzi ci distraiamo, da cosa, cosa ci accade quando la distrazione finisce? Emozionarci con il cibo equivale a non pensare, a cercare momenti di pace e accettazione. Le donne cominciano a consumare cibo, consciamente, prima che esso consumi loro”.

MF



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