“Cerco di rendere visibili i vestiti dell’imperatore..”

..così James Turrell, artista statunitense definisce il suo lavoro e il mezzo al quale si affida: la luce!


Ottobre 2010. un viaggio in Arizona. USA. Un’opportunità unica.

Una terra che mi piace definire che ”sa di terra”, arida, calda, fatta di orizzonti che disorientano lo sguardo, in un susseguirsi di immagini retoriche del nostro immaginario.

Un’eccezione. Un luogo di fama mondiale, ma una notorietà non di tutti. Un luogo estremamente mimetico, ma così riconoscibile.

Painted Desert, presso Flagstaff , ospita quello che si configura come il più grande land- formed work del mondo, interessando, in un complesso processo di rimodellazione e scavo, il corpo interno di un cono vulcanico estinto, noto come Roden Crater. Un processo che dura da più di 30 anni, un capo cantiere artista, e colleghi ingegneri e astronomi; un’opera che nel suo continuo nascere già sta invecchiando in alcune sue parti e già in manutenzione.

Precisi osservatori astronomici, nonché spazi d’arte, utilizzabili ad occhio nudo, sono le camere che compongono il percorso conoscitivo e sensoriale all’interno di questo cratere, “sun alpha eye”, “eye of the crater”, “east portal and alpha tunnel” alcuni dei loro nomi. Assoparando questi spazi, ogni sensazione visiva, acustica e tattile subisce una dilatazione così come gli ambienti che si attraversano dalle dimensioni prima ciclopiche e poi umane.

L’aspetto migliore di questa esperienza é sentirsi veramente parte di un gioco di scambio e frizione tra uomo-artificio-natura.

Luce e spazio, il costante binomio nei lavori di questo artista statunitense. Sospensione, silenzio e meditazione.

L’esperienza Skyspace, in scena anche a villa Panza a Varese, porta il fruitore su un piano altro della percezione del reale, sfumando e alterando i sensi a seconda dei diversi momenti della giornata e dell’anno.

GV

 



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