Greg Rohling

Gerd Rohling, maestro nella trasformazione della materia, ha trovato la formula che converte scarti industriali e rifiuti plastici in opalescenti alabastri e cangianti vetri che egli posiziona in teche e vetrine come fossero oggetti da museo: quali, infatti, sono divenuti dopo il suo intervento.

La collezione di bicchieri con stelo e calice, i quali riproducono modelli della tradizione araba, romana, veneziana; la collezione di vasi, replicanti forme greche, romane, rinascimentali, dai crateri alle anfore, rappresentano nella loro ambiguità il senso portante dell’operazione artistica di Rohling.

L’intento è quello di nobilitare un materiale banale ed economico, rendendolo una sostanza non più riconoscibile, altra, che richiede da noi uno sforzo immaginativo come se stessimo di fronte a una nuova materia; la valorizzazione di un oggetto banale che somiglia straordinariamente a prodotti artistici, tutto questo rende l’azione artistica di Rohling anche una riflessione sul nostro rapporto con l’arte, poiché coinvolge il giudizio estetico, le definizioni che diamo dell’arte, le quali sono quasi sempre storiche.

Gerd Rohling è stato un pioniere nel recupero dei rifiuti: egli ha compiuto operazioni che non si limitavano a presentare il medesimo oggetto in un contesto diverso (museo), ma operavano una radicale trasformazione e recupero di un materiale che la società aveva già destinato allo scarto. Discorso oggi importante per lo sforzo di recupero e salvaguardia nei confronti dell’ambiente.

E’ importante sottolineare che questo recupero si attua nel campo artistico e si carica quindi di ulteriori valenze. Se ad esempio un lampione viene presentato in una sala da museo resta lampione a cui soltanto l’intenzione dell’artista dona una diversa valenza di significato, provocando, di conseguenza, nei fruitori una diversa percezione, ma in Rohling l’oggetto ha perso completamente l’aspetto dello scarto, è di fatto un oggetto diverso.

GV

 



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