Diane Meyer: tra scultura e drammatizzazione dell’immagine

Punto croce: una cosa da nonne?

Diane Meyer

Non direi proprio! E ce lo dimostra Diane Meyer, artista canadese, che combina in immagini uniche, fotografia e ricamo.

Diane Meyer

“TIME SPENT THAT MIGHT OTHERWISE BE FORGOTTEN” è il titolo del progetto, che come lei stessa spiega:

“This series is based on photographs taken at various points in my life and arranged by location. Sections of the images have been obscured through a layer of embroidered pixels sewn directly into the photograph. The embroidery deteriorates sections of the original photograph forming a new pixelated  layer of the original scene. The project refers to the failures of photography in preserving experience and personal history as well as the means by which photographs become nostalgic objects that obscure objective understandings of the past.”

“Questa serie è basata su fotografie scattate in vari momenti della mia vita e organizzate per località. Sezioni delle immagini sono state oscurate attraverso uno strato di pixel ricamati direttamente sulla fotografia. Il ricamo deteriora sezioni della fotografia originale e forma un nuovo strato pixelato della scena originale. Il progetto si riferisce al fallimento della fotografia nell’esperienza della conservazione della storia personale, nonché le modalità che trasformano le fotografie in oggetti nostalgici e oscure interpretazioni oggettive del passato.”

Diane Meyer

L’uso del punto croce offre un’eccezionale effetto scultoreo che intensifica la drammatizzazione dell’immagine e aumenta il significato concettuale degli oggetti. In un certo senso, si potrebbe dire che spinge l’immagine distorta della sua storia verso lo spettatore.

Diane MeyerDalla serie di Berlino, che è ancora un work in progress, si nota come l’artista segua il percorso dell’ex Muro, dal centro città alla periferia. Voleva catturare il peso psicologico di questi siti e le modalità con le quali il passato è rimasto vivo nel presente. Come lei stessa spiega, era interessata ai luoghi dove “… tracce visibili del vero e proprio muro rimangono solo indizi della sua esistenza precedente.”

Diane Meyer

Nella sua serie New Jersey, continua ad esplorare alcuni temi più ampi e universali come la storia, la memoria e la nostalgia, ma si imbarca soprattutto in un viaggio nel suo passato. Si tratta di un corpo molto più intimo, di un lavoro che tocca la disconnessione tra l’esperienza vissuta e quella della sua rappresentazione fotografica attraverso riferimenti autobiografici e istantanee della sua infanzia.

Diane Meyer

Diane Meyer utilizza il punto croce anche con la sua serie di paesaggi che, come spiega” diventa un inutile tentativo di rendere i ricordi fugaci della vita, permanenti e radicati.”

Alessia Fanigliulo

Diane Meyer

 Diane Meyer

 

 



I commenti sono chiusi.